{"id":37,"date":"2010-11-08T11:53:13","date_gmt":"2010-11-08T10:53:13","guid":{"rendered":"http:\/\/ovh.leuropachevogliamo.it\/?p=37"},"modified":"2016-05-20T09:48:56","modified_gmt":"2016-05-20T07:48:56","slug":"benigno-zaccagnini-nel-futuro-della-politica","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.leuropachevogliamo.it\/?p=37","title":{"rendered":"Benigno Zaccagnini nel futuro della Politica"},"content":{"rendered":"<p>Intervento di Romano Prodi al Convegno su Benigno Zaccagnini a 21 anni dalla sua scomparsa \u2013 Ravenna, 8 novembre 2010<\/p>\n<p>Benigno Zaccagnini muore proprio alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. Nel momento stesso nel quale si sta compiendo e chiudendo una lunga fase della nostra storia, a livello internazionale e nazionale: quella del secondo dopoguerra. Nel momento nel quale se ne apre una nuova. Del tutto incerta. A livello nazionale come a livello internazionale.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia si chiude una lunga fase, iniziata con la Resistenza e la lotta di liberazione, con l\u2019antifascismo e la costruzione della nostra Repubblica, che ha visto il partito cattolico, la DC, protagonista del governo del paese e che \u00e8 giunta oramai ad esaurimento.<\/p>\n<p>Per il mondo si tratta dell\u2019avvio di un profondo ripensamento che veda la creazione di un ordine nuovo, politico, ed economico. Oggi, oltre vent\u2019anni dopo, devo dire che molte ombre si affiancano a qualche luce.<br \/>\nRiflettendo sull\u2019Italia \u00e8 doveroso riconoscere che il nostro paese non \u00e8 stato in grado di rinnovare le proprie istituzioni e di dare alla nostra democrazia una forma nuova che fosse competitiva e governante. Abbiamo agganciato l\u2019Euro. Questo \u00e8 quello che di meglio rimane. Ma il nostro processo di transizione interno \u00e8 finito in un pantano, mentre la crisi ha messo in evidenza la fragilit\u00e0 del nostro sistema economico cos\u00ec come l\u2019allargarsi della forbice tra ricchi e poveri e la drammatica caduta delle aspettative della nuova generazione. E\u2019 cambiata totalmente la prospettiva con cui noi guardiamo al futuro perch\u00e9 \u00e8 la prima volta nella storia del dopoguerra in cui noi pensiamo che la futura generazione abbia condizioni di vita peggiori di quella precedente. E di questo vanno chieste ragioni a tutti noi, non solo al centro-destra e ai suoi protagonisti, ma anche al centro-sinistra.<\/p>\n<p>Sul piano internazionale le sfide non sono minori. Alla caduta del muro \u00e8 seguito un decennio in cui si pensava solo all\u2019avvento del secolo americano, ad un lungo periodo in cui il mondo era controllato da una unica grande potenza. Una profezia immediatamente smentita dai conflitti irakeno e afgano, dall\u2019ascesa dell\u2019Asia, dal crescente deficit del bilancio americano e da una crisi economica che ha sconvolto i rapporti di forza nel mondo.<\/p>\n<p>Benigno Zaccagnini era arrivato alla politica negli anni drammatici della Resistenza e nella politica c\u2019\u00e8 rimasto per responsabilit\u00e0, per compiere un dovere. Ha detto di s\u00e9: \u00abVengo dalla Resistenza, sento ancora oggi l\u2019orgoglio di avere partecipato attivamente a quella straordinaria ed esaltante stagione della nostra storia, e mi onoro di avere combattuto il fascismo. Vengo dalla Costituente, ed ancora ripenso con nostalgia e con emozione al clima politico ed umano di quei tempi, quando su tutto prevaleva con grande, libero confronto di opinioni, e le idealit\u00e0 della DC riuscirono a compenetrare cos\u00ec profondamente la nostra carta costituzionale\u00bb.<br \/>\nHa detto di lui il cardinale Achille Silvestrini: \u00abForte e solitario nella fede religiosa come il cipresso dritto e libero; ardente dal desiderio di deporre un seme cristiano, un seme purissimo di giustizia vera e di amore nel cuore di ogni tormento della sua gente\u00bb. \u00abN\u00e9 per vendetta, n\u00e9 per calcolo, n\u00e9 per odio, ma solo per giustizia e per amore\u00bb: con questo spirito ha vissuto i lunghi anni del servizio politico, sempre accompagnato dalla stima e dall\u2019affetto dei suoi elettori e dei suoi colleghi di vita politica. Le parole di Zaccagnini sulla Resistenza e le parole di Silvestrini su Zaccagnini ci spiegano in modo semplice e diretto perch\u00e9 Benigno \u00e8 stato da tutti rispettato. Egli ha sempre avuto come primario nella sua vita l\u2019obiettivo di unire e non di dividere!.<\/p>\n<p>Soprattutto nei difficili anni \u201970, ha assunto responsabilit\u00e0 pubbliche pesanti, potremmo dire suo malgrado, ascoltando l\u2019appello morale di amici autorevoli (Moro fra tutti), in passaggi drammatici della vita della DC e della stessa vita democratica. Lo ha fatto per rispondere alla sua coscienza libera e fedele. E con questo ha impersonificato per tutti noi il concetto di cristiano adulto. Un cristiano sostenuto dalla fede religiosa e dalla passione per gli uomini. Nessuna ambizione, nessun calcolo personale, nessun opportunismo, nessuna vanit\u00e0. Svolse una lunga e intensa attivit\u00e0 politica ma non fu mai un professionista della politica.<\/p>\n<p>Molti tra i suoi amici e lui stesso hanno ricordato pi\u00f9 volte che era arrivato all\u2019impegno pubblico da quello religioso. E l\u2019ispirazione cristiana \u00e8 stata la costante e la motivazione di fondo della sua vita pubblica. Anzi essa ne \u00e8 uscita rafforzata dalle prove storiche e personali, anche quelle pi\u00f9 dure, come nei giorni pieni di angoscia del rapimento e dell\u2019uccisione di Aldo Moro. Questa stessa ispirazione cristiana lo ha sostenuto nell\u2019argomentare il tentativo (l\u2019ultimo grande tentativo) di rinnovamento della DC, quando dapprima fu nominato e poi eletto segretario del partito dopo la grave sconfitta al referendum sul divorzio nel 1974. Riport\u00f2 i giovani alla DC, fu per una nuova generazione democristiana (l\u2019ultima) l\u2019immagine viva del possibile rinnovamento del partito ed evit\u00f2 il sorpasso comunista nel 1976. Non \u00e8 facile, per chi lo ha vissuto, dimenticare l\u2019entusiasmo che ha accompagnato tra i giovani l\u2019avvento della segreteria Zaccagnini. E quello che colpiva i giovani era la visibile coerenza fra il suo comportamento morale e le sue decisioni politiche. Era davvero trasparente e sincero. Zaccagnini \u00e8 stato un anticomunista democratico (per usare la categoria che Scoppola ha adoperato per De Gasperi), un anticomunista democratico che ha saputo declinare la categoria del confronto politico secondo lo stile del dialogo e della comprensione delle verit\u00e0 altrui. Soprattutto quando si trattava di un confronto che riguardava le masse popolari, in uno schema di democrazia bloccata. Di qui anche la qualit\u00e0 autenticamente liberante e sociale del suo riformismo. Non ha fatto sconti al PCI, non ha indietreggiato rispetto al portato della cultura cattolica. Ha tuttavia sempre cercato i punti di evoluzione, di cambiamento, di dialogo ed \u00e8 sempre stato attento nel comprendere le ragioni del comportamento degli altri.<\/p>\n<p>Ma ci sono altri tre aspetti che qui mi preme ricordare.<\/p>\n<p>1) In primo luogo il suo profondo rispetto, anzi il suo amore per la societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>2) In secondo luogo una concezione quasi sacrale della libert\u00e0 di coscienza.<\/p>\n<p>3) Infine il suo \u00abumanesimo planetario\u00bb.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 civile anzitutto: \u00abSe siamo dentro la societ\u00e0 e siamo capaci di rinnovarci _ egli scrive \u2013 allora s\u00ec, possiamo influire sul comportamento della gente. Incontrare la societ\u00e0 significava per lui e significa, oggi, non guardare solo alla sussidiariet\u00e0 verticale, quella che corre tra le istituzioni, tra lo stato e gli enti locali. Da questo punto di vista non ci basta un po\u2019 pi\u00f9 di federalismo o di autonomia per le regioni e i comuni per riportare lo stato e le istituzioni al centro della societ\u00e0. Incontrare la societ\u00e0 significa anche valorizzare la sussidiariet\u00e0 orizzontale, cio\u00e8 la necessit\u00e0 di valorizzare i corpi intermedi della societ\u00e0, le sue espressioni vive, autonome, dalla famiglia alle organizzazioni sociali. Questa sussidiariet\u00e0 orizzontale ci riporta direttamente alla categoria del pluralismo che egli pone alla radice del suo concetto di stato.<br \/>\nCon Moro, Zaccagnini condivide che lo stato stesso sia \u00abuna realt\u00e0 dinamica, creatrice, realizzatrice, nella sua essenza, una societ\u00e0 che si svolge nella storia, attuando il suo ideale di giustizia\u00bb. Cio\u00e8 non un\u2019organizzazione burocratica ma un corpo vivo che comprende ed interpreta le diverse espressioni della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Qui Zaccagnini, e noi con lui, ritroviamo le nostre radici popolari e cristiane assieme. Senza la sussidiariet\u00e0 orizzontale, la sola sussidiariet\u00e0 verticale ci conduce forse a una migliore razionalizzazione della societ\u00e0, ma ci priva della forza della solidariet\u00e0. E, passo per passo, ci porta verso una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 ingiusta e frammentata. Vi \u00e8 inoltre la libert\u00e0 di coscienza, che \u00e8 il vincolo della laicit\u00e0.<br \/>\nTroviamo in Zaccagnini un senso sofferto, ma positivo del limite, della storicit\u00e0 delle cose, della condizione umana, persino della contraddittoriet\u00e0 che aggiunge profondit\u00e0 alla coscienza Quel senso del limite che, durante la sua lunga attivit\u00e0 politica, lo ha aiutato a comprendere le ragioni degli avversari e degli amici.<br \/>\nSu queste basi si fonda l\u2019autonomia della politica. Su queste basi si fonda il principio cristiano di laicit\u00e0. E quindi l\u2019autonomia del cristiano in politica, chiamato a vivere il libero confronto della vita democratica. Qui vorrei citare Moro: \u00abL\u2019autonomia \u00e8 la nostra assunzione di responsabilit\u00e0, \u00e8 il nostro correre da soli il nostro rischio, \u00e8 il nostro modo personale di rendere un servizio e di dare, se \u00e8 possibile, una testimonianza ai valori cristiani nella vita sociale\u00bb.<\/p>\n<p>Quando Zaccagnini rilegge don Mazzolari che controbatte ai fascisti: \u00abNon ho padroni all\u2019infuori di Dio\u00bb, egli riscopre la vera radice della laicit\u00e0 e della libert\u00e0 del cristiano. \u00abHo promesso un giorno obbedienza al mio vescovo e solo lui pu\u00f2 darmi dei comandi _ e poi aggiunge _ mai per\u00f2 un comando che mi avvilisca davanti alla mia coscienza e al mio popolo\u00bb.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 oggi bisogno di richiami forti, per un nuovo impegno, per rinnovate fedelt\u00e0 alla nostra ispirazione cristiana, per nuove responsabilit\u00e0 storiche. Magari per sperimentare nuovamente la contraddizione tra il nostro essere testimoni e il nostro essere responsabili. C\u2019\u00e8 bisogno di un richiamo (un richiamo che non sempre arriva da chi lo dovrebbe inviare), di una nuova attenzione sul piano dei valori, sul piano della coerenza personale. Da ultimo il suo crescente richiamo alle vicende internazionali, a quell\u2019umanesimo planetario che egli mutua da Paolo VI e che altro non \u00e8 che l\u2019urgenza di sperimentare le vie della pace e della giustizia.<\/p>\n<p>Un umanesimo planetario che oggi \u00e8 assai lontano da essere raggiunto non solo per la persistenza di aperti conflitti in diverse parti del mondo ma anche per la permanenza di intollerabili differenze nelle condizioni di vita fra diversi paesi e all\u2019interno di uno stesso paese. Un umanesimo planetario che viene contraddetto dalla fragilit\u00e0 delle strutture politiche soprannazionali e dalla mancanza di efficaci strumenti di cooperazione.<br \/>\nMi avvio a concludere. Appare persino troppo facile dire che oggi, in questi giorni, in questa nostra Italia, nella crisi culturale, morale e politica che l\u2019attraversa e quasi la devasta, che queste figure ci mancano. Sotto molti aspetti tutto questo \u00e8 vero perch\u00e9 non \u00e8 facile intravedere nel mondo di oggi figure come quelle di Benigno Zaccagnini, nella sua fedelt\u00e0 ai propri valori e nella sua coerente testimonianza di vita.<br \/>\nTuttavia \u00e8 nostro compito cogliere il loro insegnamento, proporlo come esempio alle nuove generazioni in modo da preparare l\u2019ambiente intellettuale e morale per cui questi valori possono ancora essere messi in atto nei comportamenti personali e nella vita politica.<\/p>\n<p>Costruire una buona societ\u00e0 \u00e8 ancora possibile, risvegliare la dignit\u00e0 in questo nostro paese \u00e8 ancora possibile, riportare l\u2019Italia di fronte alle sue responsabilit\u00e0 morali e politiche \u00e8 ancora possibile.<br \/>\nCe lo dice la testimonianza di Benigno Zaccagnini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento di Romano Prodi al Convegno su Benigno Zaccagnini a 21 anni dalla sua scomparsa \u2013 Ravenna, 8 novembre 2010 Benigno Zaccagnini muore proprio alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. 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